JUNIOR BALLETTO DI TOSCANA in
SULLE TRACCE DI DIAGHILEV
Coreografie di: F.
Monteverde, M. Bigonzetti, C. Rizzo, M. Merola
Martedì 26 gennaio, ore 21:00 TEATRO DELLE PALME -
Napoli

LE COREOGRAFIE NEL DETTAGLIO:
“Caso-mai” (nuova creazione 2009)
Coreografia di Michele Merola su musica di Xavier Cugat, Cocorosie e Shigeru Umebayashi.
Un pezzo ironico e leggero. “Per mettere in scena Caso Mai - spiega Merola - mi sono lasciato
ispirare dalla loro giovane età e ho cercato di entrare in un mondo fatto di sogni, desideri, speranze, in cui
l’innamoramento vero spesso è già scritto. Quante volte due persone si incontrano e si perdono per poi
ritrovarsi per sempre? Ho voluto rappresentare l’apparente casualità che prelude alla predestinazione di una
vita insieme e questi ragazzi hanno perfettamente compreso non solo lo spirito della creazione ma anche il mio
linguaggio”.
E all’insegna della veritas espressiva il balletto scorre ‘in presa diretta’ per
quadri e ha come filo conduttore una coppia che, unita all’inizio, si lascerà per poi riunirsi alla fine
sempre accompagnata dallo stesso leitmotiv musicale.
In un divenire continuo si alternano
sequenze corali al femminile e al maschile, soli, duetti, quartetti, in cui i quattordici danzatori, sette ragazzi e
sette ragazze, fra prese, lanci, rotazioni, avvitamenti, posizioni fuori asse, splits, sono chiamati ad esprimere
l’attrazione reciproca e a rappresentare le tenzoni amorose. Quei certamina amoris di ovidiana memoria che,
sottolineati dalla colonna sonora di Xavier, Cugat, Cocorosie, Shigeru, Umebayashi, illuminati dal light design di
Andrea Narese ed esaltati dai costumi di Santi Rinciari, riflettono “l’idiolessi” di Merola. Uno stile
coreografico naturale, poeticamente adatto agli splendidi elementi dello Junior Balletto di Toscana. (G.
Gori)
“3D”
Coreografia di Mauro Bigonzetti su
musiche di David Byrne (Kish e Asuka, dal CD The Forest 1991), costumi di K. Millar e L. Swandale, luci di Carlo
Cerri.
Passo a tre per due danzatori ed una danzatrice, durata 13 minuti ca., creazione per il
BdT nel 1994, ripreso per l’Aterballetto nel 2002 e quindi per lo Junior BdT nel 2007.
In
una dinamica compositiva serrata e avvincente, questa creazione richiama ed esprime l’eterno scomporsi di un
insieme la cui necessità si fonda però nella esistenza delle diverse entità, attraverso un passo a tre
segnato da un intenso alternare di tensioni e rilassamenti, di contrazioni e slanci, di assoli e precisi
sincronismi.
“Le Spectre de la Rose”
Coreografia di Fabrizio Monteverde su musica di Carl Maria Von Weber, passo a due creazione 2008.
Confermando una rara capacità innovativa nell’affrontare titoli del più impegnativo
repertorio del’900, Fabrizio Monteverde ha creato una versione coreografica, oltre che nuova, audace, di una delle
produzioni più rappresentative della leggendaria stagione dei Ballets Russes: Le Spectre de la Rose.
Reinterpretando fedelmente la partitura musicale di C. M. Von Weber, Monteverde incentra un passo a due
che evidenzia una materializzazione del desiderio nella continua ricerca dell’altro: ecco allora che,
nell’eterno gioco della seduzione, le dinamiche coreografiche diventano una rincorsa ed una battaglia per
raggiungere l’appagamento di una fanciulla-mantide.
"La sagra della primavera di
Igor Stravinsky"
Coreografia di Cristina Rizzo su musica di Igor Stravinsky. Creazione
2008 per un organico di 12 danzatori.
Perseguendo una linea di ricerca completamente autonoma e
sganciata da qualsiasi problematica di stile o di grammatica del corpo, la Rizzo crea un'unica tessitura, in cui tutti
gli elementi (spazio, tempo, luce, composizione, interprete) assecondano la audace decisione di confrontarsi con una
partitura musicale così piena di doppi sensi.
Non un confronto con la tradizione ma una
partenza, assumendo tutto quello che è già stato visto e già stato detto a proposito della Sagra,
mettendo così da parte qualsiasi possibile interpretazione di una scena rituale.
Nessun
racconto, nessun personaggio. Un unisono a più corpi, un corpo unico, un coro, un corpo strumento che stabilisce la
drammaturgia dell'evento sonoro in atto, un esercizio di concentrazione, una forma collettiva di gesto ripetuto
immediatamente decisivo, una propulsione dinamica con un fiato unico, l'esserci qui e ora all'ennesima potenza.