L' Agenzia della Danza presenta
Balletto di Mosca in
SCHIACCIANOCI
Sabato 9 (ore 21:00) e domenica 10 gennaio (ore 18:00), TEATRO CARLO GESUALDO - Avellino
Coreografie: A. Vorotnikov
Con la partecipazione dell' Orchestra del
Conservatorio "Domenico Cimarosa" di Avellino
Lo Schiaccianoci fu
eseguito per la prima volta il 18 dicembre 1892 a San Pietroburgo su libretto di Petipa; secondo gli storici fu sempre
il geniale francese ad iniziare la stesura delle coreografie, ma una malattia lo costrinse a delegare l’incarico a
Lev Ivanov, secondo maître de ballet del Teatro Marinskij. Al debutto, ritenendo insufficiente il proprio
contributo coreografico, Petipa vietò di pubblicare il proprio nome affiancato a quello del valido collaboratore.
La “prima” ebbe fra gli interpreti l’italiana Antonietta Dell’Era nel ruolo della Fata Confetto
(per il tema musicale Tchaikovski scelse il suono incantevole della celesta, strumento che il compositore scoprì
nel 1891 durante un soggiorno a Parigi) e il giovanissimo Nicolaj Legat, il quale sarebbe in futuro diventato
maestro di Nijinskij e Fokin. Tra le parti più conosciute e amate dal pubblico affezionato alla fiaba natalizia de
Lo Schiaccianoci figurano il Valzer dei Fiocchi di Neve, il trascinante Valzer dei Fiori e i divertissements
affidati ai solisti nel secondo atto: la Cioccolata (danza spagnola), il Caffè (danza araba), il The (danza cinese)
e il Trepak, tipica danza russa di origini cosacche.
Gli allestimenti del Balletto di Mosca La Classique
Gli adattamenti coreografici esercitati nella storia de Lo Schiaccianoci sono innumerevoli;
quello in due atti elaborato nel 2001 da Vorotnikov privilegia la purezza tecnica e le doti espressive di ciascun
danzatore. La varietà e l’eleganza dei costumi, oltre alla brillante scenografia, sono eredità di Marina
Sokolova, prematuramente scomparsa ma immortale per chiunque abbia avuto modo di apprezzare il suo lavoro nei più
conosciuti teatri sovietici.
Lo Schiaccianoci - Balletto
natalizio per eccellenza
L’ispirazione per il libretto de Lo
Schiaccianoci giunse al coreografo Marius Petipa nella rivisitazione operata da Alexandre Dumas di un racconto
gotico di E.T.A. Hoffman.
Gli aspetti più inquietanti e sottilmente psicanalitici della novella originale
vengono eliminati per inscenare un balletto che esalta il divertimento, la dolcezza e una serie di incanti
fantastici.
È la vigilia di Natale e il benestante Stahlbaum, borgomastro di Norimberga, ha
allestito un fastoso ricevimento. Tra gli invitati c’è Drosselmeyer, un po’ mago e un po’
precettore, che regala alla piccola Clara, figlia del borgomastro, un coloratissimo soldatino schiaccianoci. Quando il
fratello Fritz le rompe il dono appena ricevuto, Drosselmeyer interviene riaccomodando il gioco; Clara, sollevata ma
stanca, si addormenta su una poltrona vicino all’albero di Natale sfavillante di luci e sogna. Il viaggio onirico
la mette di fronte alle sue paure di bimba, personificate dal Re dei Topi e dalle sue orribili schiere di soldati. Lo
Schiaccianoci si trasforma in un coraggioso Principe, che sconfigge l’oscura masnada e accompagna Clara in un
mondo di fate, giochi e dolciumi. La romantica avventura, tripudio di musica e danze popolari, si conclude con il
risveglio di Clara che si ritrova tra le braccia lo Schiaccianoci giocattolo. La giovane, tornata alla realtà,
porta con sé il ricordo del sogno e uno sguardo più consapevole verso il futuro e il proprio percorso di
crescita.