ROSSELLA BRESCIA in
CARMEN
Balletto in due atti di Luciano Cannito
Sabato 20 (ore 21:00) e domenica 21 febbraio (ore 18:00), TEATRO CARLO GESUALDO - Avellino
Regia e coreografie: Luciano Cannito
Assistente alla
coreografia: Luigi Neri
Musiche: George Bizet - Marco Schiavoni
Costumi: Maria Hoffmann
Luci: Carlo Cerri
TUTTE LE CARMEN DEL MONDO
di Luciano
Cannito
Un gruppo di profughi sbarca a Lampedusa dopo un viaggio allucinante, sfruttati dallo scafista
“Escamillo” e braccati dalle forze dell’ordine comandate dal severo carabiniere “Don
Josè”. L’amore travolgente tra Carmen e Don Josè, il tentativo di quest’ultimo di piegare il
fiero spirito ribelle della sua amata ad una vita perbene, fatta di routine, belle passeggiate e tanta televisione.La
passione si trasforma in noia, solitudine, angoscia.
Carmen, non sa e non può vivere in una gabbia di
mediocrità. Fugge e torna dai suoi amici al campo profughi. Fugge tra le braccia di Escamillo, ben consapevole di
quello che l’aspetta…
La potenza della musica di Bizet è riuscita a far diventare il nome “Carmen” un archetipo
universale della cultura dell’Occidente. Dire Carmen è un po’ come dire passione estrema, voluttà,
forza e istinto. Carmen è il sole dei Sud, la felice disperazione di possedere solo se stessi e la propria
libertà. La mia Carmen è forse semplicemente questo. Immaginata nell’isola di Lampedusa, isola del Sud
per la ricca e annoiata Europa, mitico Nord per centinaia di disperati e profughi in fuga chissà da dove e
chissà per quanto tempo. Storie, del resto, sotto i nostri occhi dalla mattina alla sera. Carmen può essere
oggi una sudanese, una kurda, un’afghana, una kosovara, un’albanese, una pakistana, e non ha paura di
rischiare tutto per la propria libertà. E’ una giovane donna che, come una leonessa, sa di possedere forza,
bellezza, potenza e libertà. Carmen sa di essere ricca di quella ricchezza che non si può comprare. E’
invece l’uomo-Don Josè ad essere un poveraccio imbrigliato nella sua burocratica e sicura armatura di maschio
occidentale ad avere tutto da perdere contro chi non ha nulla da perdere. E poi c’è l’Escamillo
dell’Opera di Bizet. Il grande torero. Il “macho”, diremmo noi oggi. Straordinario ritratto anche
questo, di personaggio archetipo. L’uomo del successo, l’uomo della gloria effimera. Tutto sommato
l’uomo della superficialità.
La storia di Carmen termina con la morte di Carmen. Ma perché non
ci chiediamo che fine farà Don Josè? Chi è il vero perdente? Chi muore o chi resta vivo, ucciso
nell’anima, nella fede, nell’orgoglio, nella speranza?
Don Josè, Escamillo, Carmen.
Potere, Successo, Libertà.
Insicurezza, Superficialità, Solitudine.
Egoismo,
Egocentrismo, Sacrificio.
Le stesse parole di sempre. Gli stessi desideri di sempre. E sempre gli stessi
prezzi da pagare.